Siblings


Sibling è una parola inglese che significa fratello o sorella.

viene comunemente utilizzata per definire i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità

Il rapporto fraterno


Il rapporto fraterno ha delle caratteristiche specifiche di reciprocità e di intensità che lo distingue da tutti gli altri rapporti nella vita, compreso quello con i genitori. I fratelli condividono la generazione di appartenenza, e quasi sempre il patrimonio genetico ed il contesto familiare e sociale di crescita. La relazione fraterna è (almeno in partenza) paritaria senza essere una relazione adulta basata su una scelta; i fratelli condividono l'amore  e le attenzioni delle figure di riferimento, quelle che aiutano a crescere e verso cui si prova una fisiologica dipendenza. Non è sempre facile essere fratelli, anche perchè la relazione fraterna è trasversale alle diverse fasi della esperienza di vita, quelle in cui si cambia e ci si trasforma; allo stesso tempo avere fratelli o sorelle è una occasione significativa di "sperimentazione" di legami di reciprocità difficilmente replicabile in altri assetti relazionali.


Essere Sibling non è una patologia!!


Nel caso dei siblings, il legame fraterno presenta ulteriori sfide da raccogliere, che, come spesso accade, possono portare grandi opportunità e comportare alcuni rischi.

Va innanzitutto esplicitato che la caratteristica specifica del vissuto del sibling è che il fratello o sorella "normodotato" costruisce la propria personalità ed identità confrontandosi continuamente anche con la disabilità del fratello o sorella, con tutto ciò che consegue in termini personali, familiari, sociali.


Perchè sostenere i siblings?


In un'ottica Family Centered anche i fratelli e le sorelle sono oggetto di cura e di attenzione. La prima motivazione per tale attenzione è di ordine profondamente etica ed umana: ogni membro di una famiglia in cui è presente un fattore di stress legato alla disabilità ha diritto alle forme di sostegno che possono facilitarlo nel vivere nella condizione di maggiore benessere possibile. Anche i siblings, come i genitori ed "in primis" la persona con disabilità dovrebbero avere a disposizione in modo formale ed informale gli aiuti concreti e morali di cui necessitano. Molti fratelli e sorelle riescono con le proprie risorse e l'aiuto delle figure di riferimento ad attivare percorsi che potremmo definire "resilienti", con esiti decisamente positivi in termini di soddisfazione e successo.

Per altri la strada è più difficile, e non mancano alcune fatiche tipiche del vivere la condizione di sibling. Per tutti, si tratta nella maggior parte dei casi di modalità di sostegno preventive, pensate per offrire il supporto necessario negli snodi della vita in cui la questione disabilità diventa una variabile importante e significativa.

Quali metodi?


Il sostegno ai siblings può riguardare tutte le fasi della vita, proprio perchè la relazione fraterna è solitamente la più lunga in assoluto. Ogni età ha delle caratteristiche peculiari e ogni forma di sostegno e aiuto rivolto ai fratelli e sorelle deve tenere conto delle necessità di quel momento esistenziale.

Non bisogna perciò sottovalutare l'importanza di una formazione specifica ed approfondita su come utilizzare le modalità e le strategie di supporto più comuni. Di base bisogna conoscere in maniera precisa il "mondo" dei siblings per evitare di rendere patologico ciò che non lo è e, allo stesso modo, ma al contrario, per evitare di non prendere sul serio alcuni segnali di disagio.

Salvo eccezioni che richiedono interventi anticipati, non si è soliti proporre attività preventive ai siblings prima dei 7-8 anni. Di solito si ritiene che un certo grado di attenzione ed il sostegno ai genitori sia sufficiente.

A partire da questa età in poi esistono attività dedicate in modo specifico ai fratelli; tali attività possono essere di tipo semplicemente ludico e di ritrovo, per arrivare a proposte miste, in cui affiancare momenti di gioco ad altri di riflessione e confronto. Anche se capita di fare dei colloqui individuali con i siblings, nella grande maggioranza dei casi viene privilegiato un approccio di gruppo.

Don Meyer (Meyer & Vadasy, 1994) ha messo a punto un programma, ormai conosciuto in molti paesi, dal nome Sibshop (risultato della fusione delle parole sibling e workshop) che è stato studiato per fornire ai siblings momenti di svago, opportunità di incontro con altri siblings, condivisione di esperienze, individuazione, attraverso il confronto, di strategie per la gestione di alcune difficoltà tipiche dei fratelli.

Kate strohm ha pensato invece ad un programma più articolato i SibworkS, rivolto sempre alla fascia di età tra gli 8 e i 12 anni, suddiviso in sei incontri di due ore ciascuno una volta al mese con due conduttori più alcuni facilitatori a seconda del numero dei partecipanti (Strohm 2005).

L’utilità di questi programmi è ormai comprovata da una lunga esperienza sul campo, anche in situazioni molto diverse culturalmente.

Le occasioni di supporto rimangono comunque importanti anche in altre fasce di età, come l’adolescenza o l’età adulta. In questi casi si tratta più spesso di gruppi di auto aiuto ed in questo caso, diversamente dai gruppi per i più piccoli, possiamo contare anche in Italia su esperienze significative. Per i più grandi che hanno dimestichezza con il computer e internet sono attive anche alcune mailing list molto utili per entrare in contatto con altri siblings.


Esperienze


In Italia si contano, per fortuna, sempre più numerose esperienze  di sostegno strutturato in favore dei Siblings. Tra queste riveste una significativa importanza il Gruppo Siblings che promuove iniziative di sensibilizzazione e di sostegno a favore dei fratelli e delle sorelle delle persone disabili, ad esempio attraverso la loro partecipazione ad una mailing list dedicata solo ai siblings, oppure attraverso la promozione di gruppi di auto-aiuto di sibling adulti, in cui viene favorita la condivisione delle esperienze tra siblings. una occasione veramente importante!

Recentemente sono state avviate alcune esperienze dedicate in particolare ai siblings più piccoli quelli della fascia tra gli 8 e i 12 anni.

A Catania dal 2008 è stato avviato un gruppo di fratelli piccoli che ha avuto parecchie edizioni ed ha trovato stabilità nel progetto Amorevolmente Insieme. Sempre in Sicilia dal 2009 a Siracusa l'Associazione DiversaMente ha attivato percorsi per i siblings preadolescenti. Curatrici del progetto sono le sorelle Valeria e Maria Grazia D'Ambra.

A Cuneo dal 2010 presso l'associazione Fiori sulla Luna”  O.n.l.u.s. sono attivi gruppi per siblings. l'Associazione ha in questi anno maturato una esperienza molto significativa con l'avvio ed il proseguimento di numerose esperienze ed con la produzione di materiale significativo anche da un punto di vista formativo.

A Milano la Fondazione Ariel, che per prima si è interessata al tema siblings preadolescenti con l'organizzazione nel 2006 di un Convegno con Kate Strohm, ha attivato due gruppi per siblings preadolescenti all’interno del progetto “Fratelli in gioco”, uno nel 2011 e uno nel 2013 ed un gruppo “Fratelli” dedicato ai siblings adolescenti e giovani adulti  che è nato nel 2012 e tutt’ora si incontra con regolarità.

La Fondazione Paideia di Torino dal 2008 è impegnata nella sensibilizzazione sul tema siblings. Nel 2011 ha attivato il primo gruppo per siblings tra i 10 ed i 13 anni nel 2013 ha organizzato un importantissimo Convegno con Don Meyer sui Sibshops ed ha avviato altri due gruppi per preadolescenti alla fine del 2014.

Don Meyer a Torino nel 2013

La fotografia è tratta dalla mostra

“Le parole non sono poi così importanti” di Arianna Sterpone

Valeria D’Ambra

della Associazione DiversaMente

Un gruppo a Cuneo

Uno dei gruppi “Fratelli in gioco”

In Aprile 2018 è uscito, edito da San Paolo Editore il libro:


Siblings, crescere fratelli e sorelle di bambini con disabilità di Andrea Dondi